UNICAA e la sfida dell’integrazione

UNICAA ha ormai tagliato da qualche tempo il traguardo del primo anno di attività dopo l’avvenuta fusione tra la sezione agroalimentare di Confcooperative (Fedagri) e la società SISA - Servizi Integrati Sistemi Agroalimentari – espressione del mondo dei dottori agronomi e forestali e titolare di un Centro di assistenza agricola autorizzato (CAA) da quasi un decennio.
UNICAA si presenta dunque oggi come un’organizzazione al servizio delle imprese agricole, nata da un’alleanza siglata a livello nazionale tra Uniagronomi, Confcooperative e UNIMA (associazione degli imprenditori agromeccanici) con una rete nazionale di quasi 200 sportelli sparsi in tutta Italia.
“I CAA – spiega il direttore di UNICAA, Danilo Pirola – operano in convenzione con le pubbliche amministrazioni e svolgono per conto delle imprese agricole pratiche amministrative per l’accesso a sovvenzioni pubbliche e ad altre opportunità di finanziamento, cui si aggiungono servizi di consulenza per la gestione aziendale”.
Il progetto che ha dato vita ad UNICAA mette al centro di tutto l’impresa agricola, intesa come realtà di prim’ordine del sistema economico e come risorsa da valorizzare al massimo grado.
“La professionalità di un agricoltore – spiega il presidente di UNICAA, Giambattista Merigo, agronomo ed esperto in agroenergie – non è necessariamente definita dalle dimensioni aziendali o dal tempo lavorativo dedicato all’attività: essa dipende soprattutto dalla capacità di attuare una gestione di tipo imprenditoriale e di applicare coerentemente le tecnologie e le altre risorse disponibili. Saper organizzare e condurre veramente un’impresa agricola, ovvero reggerne coscientemente il timone e non limitarsi a navigare a vista: questo è il discrimine tra essere semplicemente buoni produttori ed essere veri imprenditori agricoli”.
Oltre che accompagnare i propri utenti verso una gestione sempre più finalizzata ad una logica d’impresa e di confronto con il mercato, UNICAA ha come obiettivo anche quello di far emergere tutte le opportunità che gli agricoltori possono incontrare aderendo ad una filosofia basata sulla cooperazione tra imprese.
“Oggigiorno la collaborazione tra imprese agricole e, più in generale, agroalimentari è fondamentale – sottolinea Merigo -. Di fronte al processo di rapida crescita dimensionale dei mercati agricoli la scelta di cooperare intorno a obiettivi condivisi è ormai irrinunciabile per la maggior parte degli operatori del mondo rurale: solo unendo gli sforzi attorno a progetti di ampio respiro si potrà dare un futuro alla nostra agricoltura”. Sotto questo profilo UNICAA mira a mettere a frutto l’esperienza di Fedagri, la sezione agroalimentare di Confcooperative, cui sono affiliate oltre 3.700 cooperative italiane con diverse decine di migliaia di soci cooperatori.
UNICAA era partita all’inizio del 2010 da una base di circa 20.000 aziende affiliate, portate in dote da SISA, la società di servizi dei dottori agronomi e forestali, ora fusasi nella nuova rete nazionale. Dopo oltre un anno di lavoro all’insegna dell’alleanza con il mondo della cooperazione e con al tre realtà territoriali gli agricoltori che fanno riferimento a UNICAA sono già diventati oltre 30.000 in tutta Italia. “Ciò su cui puntiamo  – conclude Merigo – è l’eccellenza nei servizi e nell’assistenza forniti alle imprese agricole. Il nostro obiettivo? Creare una grande rete tra realtà che offrono servizi alle aziende agricole, una rete che sia aperta, partecipata e costruita dal basso, in modo da consentire a imprenditori e professionisti di mettere in comune le proprie esperienze e di progredire tutti insieme”.