Politica agricola dopo il 2020: gli orientamenti della Commissione UE

La Commissione Europea con la comunicazione "La politica agricola comune (PAC) verso il 2020” ha delineato una riforma volta a rendere il settore agricolo europeo più dinamico, competitivo ed efficace nel conseguire l'obiettivo della strategia "Europa 2020", ovvero quello di stimolare una crescita sostenibile, intelligente e inclusiva.
Il documento della Commissione Europea delinea tre opzioni per la futura riforma, in merito alla quale il commissario europeo all’agricoltura Dacian Cioloş ha sottolineato “l'importanza di rendere la PAC più verde, più equa, più efficiente e più efficace". Il commissario ha inoltre aggiunto che “la PAC non riguarda solo gli agricoltori, ma tutti i cittadini dell'UE in quanto consumatori e contribuenti. È dunque importante concepire una politica che sia più comprensibile per il grande pubblico e chiarisca i vantaggi collettivi offerti dagli agricoltori all'intera società. L'agricoltura europea deve essere competitiva non solo dal punto di vista economico, ma anche sotto il profilo ambientale."
Con riguardo ai pagamenti diretti la Commissione ha sottolineato l'importanza di ridistribuire, riformulare e rendere più mirato il sostegno, sulla base di criteri oggettivi ed equi, facilmente comprensibili per il contribuente. I nuovi criteri dovrebbero essere sia economici (data la funzione di "sostegno al reddito" propria dei pagamenti diretti) sia ambientali (per tener conto dei beni di pubblica utilità forniti dagli agricoltori) e il sostegno dovrebbe essere maggiormente orientato verso gli agricoltori attivi. Andrebbe organizzata una distribuzione più equa dei fondi, in modo fattibile sotto il profilo economico e politico, prevedendo un margine di transizione per evitare gravi perturbazioni.